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scienceplusfiction è il Festival Internazionale della Fantascienza di Trieste, nato nell’anno 2000 con l’obiettivo di rilanciare la tradizione del «Festival Internazionale del Film di Fantascienza» (1963-1982) che nelle sue edizioni storiche ospitò a Trieste Arthur C. Clarke, Roger Corman, Riccardo Freda, Forrest J. Ackerman, Umberto Eco, Brian Aldiss e altri nomi eccellenti dello stardom internazionale.
Nella storia di Trieste, il 1954 sarà ricordato come il fondamentale anno del ritorno all’Italia.
Ma nel “mondo reale”, per parafrasare le celebri introduzioni della collana Isaac Asimov Presents the Great Science Fiction Stories, molti fatti straordinari succedevano in quello stesso meraviglioso anno 1954: le formiche giganti di Them! sferravano il loro micidiale assalto alla terra, sui teleschermi d’oltremanica The Quatermass Experiment rivoluzionava i palinsesti della BBC, mentre il primo Godzilla di Honda invadeva gli schermi giapponesi.
Cinquant’anni sono già trascorsi, ma la Science Fiction sembra conservare intatto il proprio smalto. E puntualmente, dall’osservatorio di Trieste, proseguiamo la nostra indagine nella sterminata galassia del settore, con un festival ormai già affermato come una delle principali manifestazioni europee del panorama.
Alla sua quinta edizione, scienceplusfiction lancia una nuova sfida, e restaura il simbolo indimenticato della manifestazione a cui si ispira: il ritorno dell’Asteroide, premio storico del ciclo ventennale del Festival Internazionale del Film di Fantascienza di Trieste (1963 – 1982), è la grande novità dell’edizione 2004. Nei sette mesi trascorsi a rincorrere pixel e pellicole, tra frenetici contatti attraverso il cyberspazio o di persona, immersi tra gli alieni che affollano i festival di genere della nuova Europa, ci siamo ritrovati a comporre una selezione ufficiale talmente ricca da pretendere un sigillo per il miglior film. Tra i venti film che affollano il programma della sezione Neon, sono nove le opere in concorso, e una giuria internazionale di critici è stata convocata ad assegnare il primo Asteroide della nuova era.
Proviamo a segnalare alcune linee di tendenza nella produzione attuale, zigzagando tra i titoli in programma: le grandi sorprese arrivano soprattutto dagli indipendenti, impegnati a scardinare i sistemi produttivi imponendo le regole della rivoluzione digitale. Si va dal caso estremo, il no-budget Red Cockroaches del giovane regista cubano Miguel Coyula, all’esistenzialismo dello zombie-movie Chocking Hazard, realizzato a Praga da Marek Dobes e già proposto sugli schermi di New York al Tribeca Film Festival. Dal Sundance arriva il kafkiano One Point Zero, per la regia dell’americano Jeff Renfroe e dell’islandese Narteinn Thorsson, mentre continua la sua trionfale tournée tra le platee dei fantastic film festival del vecchio continente un’originale produzione sul tema dei viaggi nel tempo realizzata per la televisione catalana, Tempus Fugit di Enrich Folch.; American Astronaut, del musicista Cory McAbee, è fantascienza venata di blues à la Jarmusch; dall’Australia, Sam Voutas propone una variante ballardiana in bianco e nero con Crash Test; e il black and white è ancora la cifra stilistica delle cronache del dopobomba firmate dal nippo-americano Yasuaki Nakajima con After the Apocalypse.
Per l’Italia, Il magico Natale di Rupert di Flavio Moretti è l’alternativa fantasy al cine-panettone di fine anno; e dagli schemi d’oltrealpe, la nuova coppia di fratelli terribili Didier e Thierry Poiraud disintegra le ultime frontiere dello stile con lo Z-movie Atomik Circus. Ancora sul fronte americano, Graham Robertson evade dai confini degli art department, complice Steven Soderbergh, e si confronta con la sua prima regia: Able Edwards è stato interamente girato sullo sfondo di un green screen, tutto ciò che circonda gli attori non è altro che immagine artificialmente generata. E’ lo stesso esperimento, concretizzato però con ben altro spiegamento di risorse, che ha portato alla realizzazione di Immortel (ad vitam), terza incursione cinematografica per l’autore di bande dessineés Enki Bilal; a Trieste, il film sarà introdotto e commentato dal direttore degli sfx, Jacquiemin Piel.
Jan Kounen si è invece giocato la carriera con un film che traspone sullo schermo le tavole di Blueberry, cyber-western misticheggiante che anticipa le sue attuali ricerche sullo sciamanesimo. E I delitti della luna piena – Romasanta rappresenta il più recente prodotto della Fantastic Factory barcellonese di Bryan Yuzna, per la regia di Paco Plaza e la sceneggiatura dell’italiano Alberto Marini. Dalla Gran Bretagna ritorna Julian Richards, pluripremiato con il suo perfido video-diario di un serial killer The Last Horror Movie; e inoltre Robert Pratten, autore esordiente con London Voodoo, sulle note di una soundtrack composta da Steve Severin dei Siouxie and the Banshees. Da Hong Kong arriva un horror tridimensionale realizzato da Andrew Lau, The Park; dal pianeta Bollywood, il primo kolossal sci-fi in hindi, Koi… Mil Gaya dell’indiano Rakesh Roshan. Infine un supercult, finalmente in uscita sugli schermi italiani: Donnie Darko di Richard Kelly.
Raumpatrouille Orion - Rücksturz ins Kino! è il titolo di un lungometraggio ottenuto dalla sintesi dei sette episodi dell’omonimo serial TV tedesco del 1966, presentato in quegli anni anche al festival di Trieste; ma qui siamo già nel territorio degli Asteroids, che hanno costituito una parte consistente del programma 2003: schegge e meteore dagli schermi del Castello di San Giusto e degli sci-fi festival della prima generazione, quest’anno sono limitati nel numero, ma rafforzati dalla presenza di ospiti eccellenti.
E’ infatti atteso nel capoluogo giuliano John Landis, grazie alla collaborazione del Torino Film Festival e di Giulia D’Agnolo Vallan. Pochi forse sanno che Landis fu il vincitore dell’Asteroide d’Oro nel ’73 con il suo film d’esordio, Schlock; all’epoca il premio venne ritirato dal produttore, Jack H. Harris , ma per l’allora ventunenne regista americano fu l’inizio di una carriera tutta in crescendo, che raggiunse il suo vertice nel genere fantastico con An American Werewolf in London del 1981. In quel medesimo anno, il massimo riconoscimento della kermesse triestina veniva assegnato a Possession, di Andrzej Zulawski. E un grande artista italiano si celava dietro ai tentacolari effetti speciali del film: stiamo parlando di Carlo Rambaldi, allora reduce dal suo primo premio Oscar con Alien di Ridley Scott, e in procinto di mettere in cantiere per Spielberg il suo immortale E.T. L’extraterrestre.
La retrospettiva del 2004 rappresenta la seconda tappa dell’operazione Brit-Invaders!, ed è realizzata con la collaborazione del British Film Institute di Londra e della Semana de Cine Fantástico y de Terror di San Sebastián. Ci eravamo fermati l’anno scorso ai primi film di Science Fiction prodotti dalla Hammer; e da qui si riparte, con un omaggio ai protagonisti e ai maestri della leggendaria House of Horror britannica: Val Guest, Roy Ward Baker e Terence Fisher ,di cui ricorre nel 2004 il centenario della nascita. I classici presentati sono più di una dozzina, dal capostipite Quatermass Xperiment del 1955 agli ultimi bagliori di Frankenstein and the Monster from Hell del 1974, con un’ospite d’onore che fa paura solo a nominarlo: Jimmy Sangster, al quale sarà consegnato il Premio Urania d’Argento di quest’edizione.
Ancora una nota sul programma, anzi più di una: il concerto dei Mouse on Mars, in collaborazione con Mielanext/Bonawentura, segna una nuova incursione del festival tra gli spazi siderali della musica elettronica, all’insegna di una vocazione multidisciplinare che ostinatamente cerchiamo di affermare fin dal 2000.
Un ringraziamento particolare va a tutti gli enti e le istituzioni che anche nel 2004 ci hanno sostenuto, non solo finanziariamente. E un ringraziamento anche a quelli che non hanno confermato il loro sostegno: è comunque grazie al loro appoggio che siamo arrivati fin qui, durante questi primi strepitosi cinque anni di scienceplusfiction. Speriamo abbiano modo di ricredersi in futuro. Nel frattempo, il festival internazionale della fantascienza di Trieste continua la sua lunga marcia: per aspera ad asteroids…

