Trieste
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Rassegna Alexander Kluge in Cappella


27-04-2008

Arriva anche a Trieste il programma creato da Alexander Kluge per la retrospettiva presentata alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. A riproporlo ci pensa Goethe-Institut in collaborazione con la Cappella Underground, Alpe Adria Cinema e Bonawentura: dal 28 al 30 aprile ogni sera a partire dalle ore 20 una serie di incontri e proiezioni a ingresso libero presso la sede della Cappella Underground di Via Economo 12/9 saranno l'occasione per approfondire la conoscenza di uno degli autori più importanti e meno conosciuti della storia del cinema. Si tratta di un assemblaggio - raggruppato per temi - di diversi materiali, che esplorano argomenti come il pre-cinema e il cinema muto, oppure il clima effervescente che vide l'affermazione negli anni '60 del Giovane Cinema Tedesco e produzioni recenti.

 

Programma

 

Proiezioni in versione originale con sottotitoli italiani.

Ingresso libero

La Cappella Underground

 

28.4.2008

ore 20

Introduzione al cinema di Kluge

a cura di Gianluca Guerra (Università di Trieste)

a seguire:

Die Artisten in der Zirkuskuppel: Ratlos (Artisti sotto la tenda del circo: perplessi, RDT, 1968, 100’)

ore 22

programma n. 1:

Mein Jahrhundert, mein Tier! (Mio secolo, mio mostro!, 99')

 

29.4.2008

ore 20

programma n. 2:

Das Phänomenon der Oper (Il fenomena dell’opera, 71')

ore 22

programma n. 3:

Im Sturm der Zeit / Facts & Fakes (Nella tempesta del tempo, 84')

 

30.4.2008

ore 20

programma n. 4:

Die poetische Kraft der Theorie (La forza poetica della teoria, 99')

ore 22

programma n. 5:

Der Zauber der verdunkelten Seele (La magia dell’anima oscurata, 100')

 

Kluge - regista, scrittore e avvocato – è uno degli autori più premiati dal festival di Venezia (“Leone d’argento - Premio Speciale della Giuria” nel 1966, “Leone d’oro” nel 1968 per Artisti sotto la tenda del circo: perplessi, “Leone d’oro alla carriera” nel 1982), ed è nato nel 1932, lo stesso anno della prima edizione della Biennale. Rappresenta per l’ambito di lingua tedesca quello che Jean-Luc Godard ha significato per l’ambito francofono: entrambi, infatti, sono stati protagonisti delle nuove esperienze cinematografiche degli anni '60, ovvero il Junger Deutscher Film e la Nouvelle Vague; tutti e due hanno dichiarato guerra ai “nonni del cinema”, lavorando senza sosta all’ampliamento del vocabolario cinematografico e collocandosi regolarmente in opposizione rispetto al cinema mainstream;  utilizzando in modo rigoroso le possibilità offerte dalla televisione e dai nuovi media,  intervengono sistematicamente nel dibattito sociale.

 

“I programmi per il Lido nr. 2-5 riguardano specifici punti d'attrito al confine tra il cinema e le altre arti, e tra film e innovazione: per esempio tra film e teatro musicale (programma nr.2), tra fatti e finzione (programma nr.3) , tra immagini del cinema e immagini del pensiero (entrambe sono poetiche, programma nr.4) nonché un film di montaggio composto da intere sequenze: Der Zauber der verdunkelten Seele (La magia dell'anima oscurata, programma nr.5). Questo ultimo contiene sia un omaggio alla luce, con cui noi filmiamo, sia alle “immagini invisibili”, che da sempre sono alla base del cinema. Il programma nr.1 infine è composto da sequenze provenienti da film realizzati tra 1966 e il 2007. Da un lato ci restituiscono un panorama attraverso quarant'anni, dall'altro anche un nuovo nesso, un ponte attraverso il tempo, che i singoli film non possiedono.” [da Alexander Kluge, L'utopia migliora sempre mentre l'aspettiamo! in AA. VV. 64. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica (2007). Milano: Mondadori Electa]

 

Alexander Kluge - Note biografiche

Il Leone d’Oro del ’68, Alexander Kluge, è nato 75 anni fa, il 14 febbraio 1932 a Halberstadt (Germania). Scrittore, avvocato (ha studiato legge, storia e musica sacra) è considerato il padre del Giovane Cinema Tedesco (Junger Deutsche Film) per il suo ruolo di promotore principale del Manifesto di Oberhausen – il celebre documento del 1962, firmato da 26 autori tedeschi, in cui si auspicava la rinascita in Germania di un cinema nuovo e libero nelle idee e nel linguaggio. Discepolo di Adorno, Kluge rimane figura centrale del dibattito, lanciando con ottimismo e vivacità in scalfibili (che ancor’oggi lo caratterizzano) nuove, idee, nuove piste, nuove iniziative. Così che in breve tempo diviene la figura chiave nell’ambito di quel movimento, tanto da rappresentarne il più autorevole portavoce. Non a caso è a lui che, nel 1981, Rainer Werner Fassbinder dedica il film Lola.

Attivo dal 1958 come assistente alla regia di Fritz Lang durante le riprese di Der Tiger von Eschnapur (La tigre di Eschnapur), dal 1962 direttore dell’Institut für Filmgestaltung di Ulm - prima scuola di cinema della Germania Ovest, istituita proprio a seguito del Manifesto di Oberhausen - Kluge è stato sin dal suo primo lungometraggio uno tra i protagonisti del rinnovamento della Mostra di Venezia, dove è stato presente con suoi film per cinque volte, e dove i riconoscimenti ottenuti ne fanno uno dei cineasti in assoluto più premiati. Ha ottenuto il Leone d’Argento - Premio Speciale della Giuria nel 1966 già col suo primo lungometraggio, Abschied von gestern (La ragazza senza storia), e il Leone d’oro nel 1968 con Die Artisten in der Zirkuskuppel: ratlos (Artisti sotto la tenda del circo: perplessi).

Nel 1971 Kluge ha presentato a Venezia Der Große Verhau, un film di fantascienza dove trasferisce nella società futura il senso contemporaneo del caos. Nel 1974 ha presentato, come opera perno della sezione Donna e Cinema, il celebre Gelegenheitsarbeit einer Sklavin (Le occupazioni occasionali di una schiava), la cui protagonista, una giovane donna sposata, conduce una solitaria battaglia femminista tra l’indifferenza della società e l’ostilità delle istituzioni. Nel 1983 è tornato  in concorso a Venezia con Die Macht der Gefühle (La forza dei sentimenti), film saggio in 12 capitoli, dove si fa uso di materiali audiovisivi di varia origine. Negli anni ’70 ha inoltre diretto un secondo film di fantascienza Willi Tobler und der Untergang der 6. Flotte (Willi Tobler e l’annientamento della VI flotta, 1972), In Gefahr und größter Not bringt der Mittelweg den Tod (Quando un grave pericolo è alle porte le vie di mezzo portano alla morte, 1974), Der Starke Ferdinand (Ferdinando il duro, 1976), e Die Patriotin (La Patriota, 1979) attraverso i quali ha criticato la Germania neocapitalistica ancora imbevuta di pericoloso autoritarismo.

Verso la fine degli anni ’70 ha coordinato l’avventura politica collettiva di Deutschland im Herbst (Germania in autunno, 1978), co-diretto da Alf Brustellin, Hans Peter Cloos, Rainer Werner Fassbinder, Beate Mainka-Jellinghaus, Maximiliane Mainka, Edgar Reitz, Katja Rupé, Volker Schlöndorff, Peter Schubert, Bernhard Sinkel. Negli anni ’80 dirige Der Angriff der Gegenwart auf die übrige Zeit (L'assalto del presente al resto del tempo, 1985), con il quale ha confermato il suo stile scabro e aggressivo, e Vermischte Nachrichten (1986).  Nel 1985, inoltre, insieme a Edgar Reitz ha diretto una serie televisiva dedicata alla storia del cinema, in 4 puntate. Dal 1988 è autore di numerosi programmi televisivi culturali per i canali tedeschi RTL e SAT 1.

È anche romanziere e scrittore-saggista politico e filosofico: Öffentlichkeit und Erfahrung, 1972 (Sfera pubblica ed esperienza, Milano 1979); Der Unterschätzte Mensch (2001); Chronik der Gefühle (2000), Die Lücke, die der Teufel lässt (2003), Tür an Tür mit anderem Leben (2006). Il suo nuovo libro è fatto di “storie del/di cinema”: Geschichten vom Kino (2007).

 [dal sito ufficiale de La Biennale di Venezia, www.labiennale.org]

 

 

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