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11/16 novembre 2008



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Retrospettiva Louis Malle


01-05-2008

Dopo Billy Wilder e Alexander Kluge, è Louis Malle ad essere omaggiato con una retrospettiva.

La rassegna “Louis Malle - l'inclassificabile” è organizzata da La Cappella Underground di Trieste, Espressioni Cinematografiche di Udine e Cinemazero  di Pordenone, in collaborazione con il festival France Cinéma di Firenze, per la direzione artistica di Aldo Tassone e Françoise Pieri. La rassegna circolerà a Trieste, Pordenone e Udine.

Per quanto riguarda Trieste, dal 5 maggio, ogni lunedì fino al 2 giugno presso il cinema Ariston verrà proposto uno dei classici firmati dal grande cineasta francese. Unica eccezione il 12 maggio, quando i riflettori saranno puntati sul festival del documentario degli amici di NodoDoc.

 

Questo il calendario delle proiezioni triestine di “Louis Malle – l'inclassificabile”:

 

5 maggio

Aldo Tassone presenta

Ore 20.30

Ascensore per il patibolo

(Ascenseur pour l’échafaud)

Ore 22.00

Fuoco fatuo

(Le Feu follet)

 

19 maggio

Ore 20.30

Milou a maggio

Ore 22.00

Vita privata

(Au revoir les enfants)

 

26 maggio

Ore 20.30

Black Moon

(Au revoir les enfants)

Ore 22.00

Pretty Baby

(La Petite)

 

2 giugno

Ore 20.30

Les amants

Ore 22.00

Arrivederci ragazzi

(Au revoir les enfants)

 

Tutti i film sono in edizione originale francese con sottotitoli in italiano.

 

«Mi sento l'uomo più felice appena posso partire in giro per il mondo con una piccola cinepresa, alla caccia di incontri interessanti. La cosa che più mi interessa è tentare di rappresentare tutta la diversità del mondo, a cominciare dalla mia». Così si autodefinisce Louis Malle.

All'autore di Fuoco fatuo, nel dodicesimo anniversario della sua prematura scomparsa, France Cinéma ha consacrato una grande retrospettiva (la prima in Italia) curata da Françoise Pieri; a Firenze è stata un formidabile successo (spettatori +35% rispetto alle scorse edizioni del festival), era ora che si assegnasse a questo originalissimo cineasta il posto di primo piano che gli spetta.  Dopo Firenze, Palermo, Milano, Roma, Parma, Torino, Bologna, dove è stata accolta con grandissimo favore, la retrospettiva Louis Malle approda ora a Pordenone, Udine e Trieste (5 – 25  maggio 08).

Entrato nel cinema non dalla critica ma dal documentario (Le monde du silence, palma d'oro a Cannes nel 1956), Louis Malle (classe 1932) si afferma internazionalmente nel 1957-58 con Ascensore per il patibolo e Les amants, due film di successo che hanno anticipato di quasi due anni la Nouvelle Vague, movimento di cui Louis, altoborghese ribelle, non farà mai parte. «La Nouvelle Vague sono io» avrebbe potuto dire, ma a lui le etichette e i clan non sono mai piaciuti, e pagherà cara questa sua tenace indipendenza. Approdato al cinema non dalla critica ma dalla scuola empirica del documentario, tutta la vita Louis continuerà ad alternare con successo film di fiction e "cinema diretto".

Irrequieto viaggiatore, curioso di tutto ("non si deve parlare solo di quello che si conosce bene, ma di quello che si ha voglia di conoscere" ci confidava), a quarantacinque anni, stanco del cartesianismo parigino, Malle decise di espatriare negli Stati Uniti; sarà l'unico tra i grandi registi francesi, dopo Renoir, ad avere una seconda fortunata carriera americana.

Coltissimo, estremamente versatile ("politeista" lo definisce il collaboratore Jean-Claude Carrière), Louis ha il grande merito di non aver mai rifatto due volte lo stesso film (qualità che ha in comune con un altro grande documentarista e sperimentatore, Alain Resnais). Coraggiosamente, e con successo, si è cimentato in tutti i generi. Questa eccezionale varietà di interessi,  che gli attirò qualche diffidenza in patria (i francesi idolatrano il rigore e diffidano della versatilità), testimonia invece la straordinaria ricchezza d'ispirazione di un narratore eclettico  originalissimo che ha cercato tutta la vita di rinnovarsi .

«Che film, dio mio! Che bellezza, che profondità, poesia, emozione… Mille volte grazie!» scriveva Visconti al regista il 7 novembre 1974 dopo aver visto Lacombe Lucien. Senza averne l'aria, Louis il classico, l'inclassificabile del cinema francese era anche un grande stilista, e Visconti gliene rende atto. «Riusciva a trasformare la sua eleganza innata in una vera grazia; una grazia invisibile, come il suo stile» commenta Volker Schlöndorff, che fu suo assistente dal 1961 al 1965.

Le qualità visive di questo narratore eclettico emergono prepotentemente quando si rivede oggi la sua filmografia completa; il successo italiano della retrospettiva fiorentina è una conferma che Malle è anche uno stilista, ed è molto strano (lamentava il suo biografo francese Pierre Billard) che, "su questo grande regista rimasto un po' troppo in ombra (in Francia almeno), non si siano mai fatti degli studi approfonditi!" Insomma, i francesi non lo hanno mai preso molto sul serio. Meno male che ci pensano gli italiani.

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